Alcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende.
I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in ingegneria e in economia.
Seguono a ruota le lauree scientifiche (chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc)
Analizzando le richieste per settore, è stato riscontrato che per la moda, lo spettacolo, la grande distribuzione, la consulenza e la finanza, le discipline economiche sono quelle più adatte.
Per le telecomunicazioni, l'elettronica, l'energia, l'elettrotecnica, l'automotive, i trasporti, la logistica e l'immobiliare è invece richiesta più di frequente una laurea in ingegneria, mentre nell'ambito sanitario, farmaceutico e chimico sono le lauree scientifiche a essere più gettonate.
Per i diplomati tecnici, il settore più fervido è sicuramente quello dell'informatica e delle telecomunicazioni.
Nel prossimo futuro si prevede che i titoli che garantiranno più sbocchi saranno quelli nell'ambito delle biotecnologie, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'informatica, con un trend in continua crescita.
tratto da http://lavoro.corriere.it
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24/02/09
12/02/09
Come funziona il social network per trovare lavoro?
«Relationships matter», le relazioni contano.
È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.
Il boom dei social network finalizzati allo svago o all'amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i "profani" della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l'unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.
Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.
Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunter: «Consentono di entrare in contatto in modo rapido e diretto con professionisti «selezionati» dalle community – spiega Erika Perez, senior manager di Robert Half, società di recruitment specializzato – anche se poi è sempre necessario il classico incontro conoscitivo, perché non ci si può affidare totalmente alle informazioni contenute nei profili, spesso troppo concise e imprecise». Gli uffici di risorse umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.
Il social networking a scopo professionale infatti funziona se gestito con cura, conoscendone anche i pericoli. La rete di contatti deve essere sufficientemente ampia, ma anche selezionata.
Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, ma limitando la pubblicazione di informazioni strettamente personali.
Va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un'immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.
tratto dal Sito del Sole24Ore - Economia&Lavoro
È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.
Il boom dei social network finalizzati allo svago o all'amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i "profani" della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l'unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.
Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.
Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunter: «Consentono di entrare in contatto in modo rapido e diretto con professionisti «selezionati» dalle community – spiega Erika Perez, senior manager di Robert Half, società di recruitment specializzato – anche se poi è sempre necessario il classico incontro conoscitivo, perché non ci si può affidare totalmente alle informazioni contenute nei profili, spesso troppo concise e imprecise». Gli uffici di risorse umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.
Il social networking a scopo professionale infatti funziona se gestito con cura, conoscendone anche i pericoli. La rete di contatti deve essere sufficientemente ampia, ma anche selezionata.
Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, ma limitando la pubblicazione di informazioni strettamente personali.
Va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un'immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.
tratto dal Sito del Sole24Ore - Economia&Lavoro
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