Ho già affrontato la tematica dello stage in diversi post, di cui l'ultimo relativo all'indagine lanciata dalla REPUBBLICA DEGLI STAGISTI per disegnare il profilo dello stagista contemporaneo...(clicca qui per leggere il post).
Ora, sollecitata anche dal nuovo articolo del blog Generazione P, vorrei fare una nuova riflessione in merito.
"Regolamentati" (le virgolette sono d'obbligo) dalle legge 196/97, i tirocini formativi, alias stage, rapprensentano ormai la porta d'ingresso nel precario mondo del lavoro...
Da regolamento appunto lo stage dovrebbe avere una valenza formativa per il tirocinante, per cui si prepara l'apposito progetto formativo, ed una valenza selettiva per l'azienda che attraverso lo stage può conoscere giovani talenti e testarli ai fini di una eventuale assunzione.
Nella realtà cosa succede?
Dipende dai casi, o meglio dipende dalle aziende:
a) in alcuni casi il tirocinio è davvero professionalizzante perchè consente al giovane appena uscito dall'università di fare esperienza in azienda e di arricchire il suo CV,
b) in rari casi lo stagista viene anche effettivamente assunto dall'azienda,
c) in altri purtroppo lo stage si rivela pressochè inutile, se la persona viene messa solo a fare attività operative, come le classiche fotocopie, o addirittura dannoso, se invece lo stagista viene sfruttato, svolgendo in pratica le stesse attività di un dipendente ma senza la corrispettiva retribuzione...
Quale risposta dare dunque alla domanda: "To stage or not to stage?"
Questa: bisogna scegliere con cura lo stage!
Il che significa: verificare la serietà dell'azienda, fare molte domande sulla natura delle attività, accettare solo stage con un rimborso spese ragionevole...a meno che non ti venga proposta un'occasione tale da non poterla rifiutare (es si tratta dell'unica azienda che si occupa di un certo tipo di business..oppure ci sono reali prospettive di assunzione ecc...).
Ricordati, lo stage molto probabilmente non rappresenterà il tuo lavoro futuro..nè tantomeno si può pretendere di fare attività chissà quanto stimolanti o esaltanti all'inizio, appena usciti dall'università e senza conoscere neppure cosa sia il mondo del lavoro!
Tutti i lavori iniziano dalla gavetta: bisogna farsi le ossa all'inizio!
Questo vuol dire accettare di farsi sfruttare?
Affatto! Significa avere ben chiaro in mente il proprio obiettivo, essere consapevoli di stare percorrendo solo una delle prime tappe!
Guarda sempre avanti!
Osserva e registra della tua attività qualunque dettaglio potrà esserti utile per il futuro!
Ogni seppure piccola esperienza farà parte del tuo bagaglio personale e professionale!
Continua sempre a cercare nuove opportunità di lavoro!
E infine...stabilisci una scadenza...una durata massima del tuo periodo di stages! Non rimanere bloccato nel tunnel: a volte questo significherà anche rifiutare un altro stage se non implica una crescita per te!
Crea il tuo progetto e credici fino in fondo: solo tu potrai realizzarlo!
Visualizzazione post con etichetta stage. Mostra tutti i post
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25/05/09
06/05/09
Indagine sul mondo degli stage e degli stagisti!
La Repubblica degli stagisti, famoso blog, ora diventato sito web, lancia un'indagine per tracciare l'identikit dello stagista italiano medio, con la collaborazione dell'ISFOL, Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori.
Scopo dell’indagine è fare luce sul mondo degli stage partendo dal punto di vista dei diretti interessati, ossia i giovani.
Ogni anno nel nostro Paese vengono attivati 300mila stage, ma solo una percentuale relativamente bassa di questi si trasforma in una reale opportunità di lavoro.
Mentre il numero degli stagisti aumenta progressivamente gli esiti occupazionali diminuiscono, è lecito perciò interrogarsi sul loro effettivo valore formativo e professionalizzante.
L’indagine vuole far luce proprio su questo aspetto della questione partendo dalle esperienze dirette dei giovani.
Potete trovare il sondaggio online, aperto per 3 mesi, fino al 6 agosto a questo link.
Attraverso una ventina di domande ciascuno potrà raccontare in maniera assolutamente anonima la sua esperienza (o le sue esperienze, in caso di stage "plurimi"): quanto è durato lo stage, dove è stato svolto, se era previsto un rimborso spese, se il tutor era presente, se per fare lo stage si è dovuto trasferire in un'altra città, se al termine gli è stato proposto un contratto...
Il risultato sarà presentato in autunno!
Buon questionario a tutti gli attuali ed ex stagisti!
Scopo dell’indagine è fare luce sul mondo degli stage partendo dal punto di vista dei diretti interessati, ossia i giovani.
Ogni anno nel nostro Paese vengono attivati 300mila stage, ma solo una percentuale relativamente bassa di questi si trasforma in una reale opportunità di lavoro.
Mentre il numero degli stagisti aumenta progressivamente gli esiti occupazionali diminuiscono, è lecito perciò interrogarsi sul loro effettivo valore formativo e professionalizzante.
L’indagine vuole far luce proprio su questo aspetto della questione partendo dalle esperienze dirette dei giovani.
Potete trovare il sondaggio online, aperto per 3 mesi, fino al 6 agosto a questo link.
Attraverso una ventina di domande ciascuno potrà raccontare in maniera assolutamente anonima la sua esperienza (o le sue esperienze, in caso di stage "plurimi"): quanto è durato lo stage, dove è stato svolto, se era previsto un rimborso spese, se il tutor era presente, se per fare lo stage si è dovuto trasferire in un'altra città, se al termine gli è stato proposto un contratto...
Il risultato sarà presentato in autunno!
Buon questionario a tutti gli attuali ed ex stagisti!
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21/01/09
Mi sono candidato ad uno stage fuori sede: perchè non mi chiamano?
Lo stage è uno strumento per il neolaureato, che può fare una prima esperienza in azienda, conoscere sul campo il suo ambito professionale e arricchire il suo cv.
E' uno strumento per l'azienda, che può "testare" i neolaureati, scovare e formare giovani talenti..ma anche, inutile negarlo, avere a basso costo del personale qualificato e disponibile anche a fare lavori operativi.
Detto ciò, visto che il rimborso spese è minimo e a volte addirittura nullo, le aziende stesse sanno che questo non coprirebbe le spese di viaggio, vitto e alloggio di un fuorisede!
Perciò tra un giovane della zona ed uno che abita a 300 o più km di distanza preferiscono il primo!
Anche perchè il secondo probabilmente non resisterebbe nel tempo!
Sono più alte le probabilità che la motivazione crolli e la persona molli lo stage dopo poche settimane!
Quindi solo se sei convinto che valga la pena fare un sacrificio del genere per uno stage, puoi ricorrere allo strategemma di dare come riferimento il domicilio di amici e parenti che abitano nel territorio dell'azienda stessa.
E' uno strumento per l'azienda, che può "testare" i neolaureati, scovare e formare giovani talenti..ma anche, inutile negarlo, avere a basso costo del personale qualificato e disponibile anche a fare lavori operativi.
Detto ciò, visto che il rimborso spese è minimo e a volte addirittura nullo, le aziende stesse sanno che questo non coprirebbe le spese di viaggio, vitto e alloggio di un fuorisede!
Perciò tra un giovane della zona ed uno che abita a 300 o più km di distanza preferiscono il primo!
Anche perchè il secondo probabilmente non resisterebbe nel tempo!
Sono più alte le probabilità che la motivazione crolli e la persona molli lo stage dopo poche settimane!
Quindi solo se sei convinto che valga la pena fare un sacrificio del genere per uno stage, puoi ricorrere allo strategemma di dare come riferimento il domicilio di amici e parenti che abitano nel territorio dell'azienda stessa.
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