28/03/09

Università & Lavoro: qual è lo scenario?

"Eppur si muove"........
Citando Galilei possiamo dire che il rapporto tra Università e mondo del Lavoro sta diventando più dinamico...
Se prima si trattava di pianeti non comunicanti...adesso si moltiplicano le occasioni di scambio, di incontro e di confronto.

Da JOBSOUL, il portale di placement per i neolaureati che promuove stage e tirocini, ai CAREER DAY e JOB MEETING che si svolgono i varie città e università italiane, consentendo l'incontro tra laureati/neolaureandi e le aziende, dai CAMPUS di Orientamento fino agli Sportelli di Orientamento e Tutoring istituiti presso le facoltà...
Piccole gocce nel mare, o meglio dell'oceano del mondo del lavoro, che oltre a promuovere direttamente opportunità di lavoro e formazione, contribuiscono a creare una cultura del lavoro fondata da un lato sulla proattività e l'autodeterminazione dei giovani, dall'altra sulla comprensione delle reali esigenze del mercato del lavoro.

Orientamento, counselling e career coaching sono termini ormai entrati a far parte del linguaggio corrente: sono indicatori di attenzione alla persona, alle sue potenzialità e competenze specifiche, al suo progetto di vita, all'empowerment delle sue risorse e strategie!

Infatti si è ormai compreso che l'ingresso nel mondo del lavoro non può essere affidata al caso nè demandata all'assistenzialismo statale!

E' necessario conoscere a fondo sè stessi, le proprie attitudini e i propri sogni...e al contempo anche analizzare la realtà socioeconomica presente e prevederne gli sviluppi futuri!

In sintesi, per entrare nel mondo del lavoro bisogna avere le "3 C":
Consapevolezza di Sè, Comprensione del Contesto e....anche un pizzico di Fattore C!

In bocca al lupo a tutti!!!!

26/03/09

Apertura di Exporienta: aspettative e speranze

Ecco una rassegna dei commenti più interessanti espressi delle autorità che hanno partecipato all'inaugurazione del Salone Exporienta (tratto dal sito www.bimed.net)

Un denominatore comune: l'importanza di scegliere il proprio percorso in base alla propria passione e alla consapevolezza del contesto economico e delle peculiarità del territorio...insieme ad una forte dose di impegno e di determinazione per superare le difficoltà attuali!

«I giovani sono il nostro futuro, passione, impegno e lavoro sono gli ingredienti per raggiungere qualsiasi traguardo nella vita, studiate, studiate, studiate», è stato il saluto del vescovo di Avellino S.E. Mons. Francesco Marino.

«E’ chiaro che il Governo vi debba invitare a studiare di più, è il suo compito. Tuttavia questa deve essere una mattinata festiva, anche se non possiamo negare che, nonostante l’ottimismo della giornata, il Paese sta attraversando un incrocio pericoloso per il suo futuro. Il mondo di carta è crollato, i ragazzi potranno finalmente vedere con i propri occhi la realtà e dovranno rimboccarsi le maniche per formarsi bene», ha detto il Ministro Gianfranco Rotondi.
«Exporienta vuole aprire gli occhi ai giovani, il nostro scopo è quello di consentire che ci sia un incontro tra il mondo del lavoro e quello della scuola. La società sta attraversando un periodo piuttosto difficile, ma l’impegno e la passione non possono essere trascurati, insomma “io speriamo che me la cavo”», ha detto la Grano.
«Exporienta è una realtà vincente ....Noi dobbiamo essere alleati dei giovani e il Salone che abbiamo organizzato ad Atripalda ha lo scopo di orientare i giovani verso il mondo del lavoro. Dobbiamo fare in modo di trattenerli nelle nostre terre e di non perdere le nostre risorse e quello che sarà il nostro futuro», così il presidente della Bimed Tommaso Maria Ferri.
Dopo la presentazione di una “Ricerca inerente il rapporto tra lavoro, formazione e nuovi generazioni”, si è tenuto un incontro – intervista con il professore Alberto Bottino. «Questo è un incontro importante e vitale che spero possa dare un impulso all’Orientamento nella regione Campania che, in questo senso, vive ancora uno stato provvisorio. Qualunque scelta sbagliata è una tappa pericolosa, la scuola deve fare in modo che il ragazzo possa essere formato, in modo che possa muoversi senza stampelle. L’istruzione deve guardare al territorio e agli enti locali. Noto, con piacere, che i giovani vogliono essere informati sul mondo del lavoro e sulle prospettive future», questo il commento di Alberto Bottino.

Piero De Prisco, del CNR di Avellino, sostiene con passione: "I ragazzi non devono smarrire curiosità e fantasia e la scuola dovrebbe essere in grado di far emergere le peculiarità dei ragazzi e le loro vocazioni. I giovani devono avere il coraggio di seguire la propria strada, di fare ciò che gli piace e non badare soltanto all’aspetto remunerativo. Abbiamo bisogno di figure professionali esperte che sappiano collegare competenze al proprio territorio»

21/03/09

Un CAREER DAY speciale: EXPORIENTA in Campania

Dal 25 al 27 marzo si svolge ad Atripalda, in provincia di Avellino, un evento speciale per il territorio campano e per il Sud Italia, EXPORIENTA, il Salone dedicato all'Orientamento, al Lavoro e alla Formazione.
Punto di incontro interessante tra studenti e neolaureati, con le Università, gli Enti di Formazione e le aziende, dalle PMI fino alla grandi aziende.
Una delle rare occasioni in cui i giovani - diplomati, studenti o neolaureati che siano - hanno la possibilità di entrare in contatto il mondo aziendale per consegnare la loro il proprio curriculum vitae e, in certi casi, effettuare il colloquio di lavoro al momento
Un evento in costante crescita che nelle ultime edizioni ha sempre presentato numeri molto interessanti, con migliaia e migliaia di visitatori, tra studenti, universitari, neodiplomati e giovani a caccia della prima occupazione provenienti da ogni parte della Campania.

Per consultare il programma, visitate il sito dell'organizzatore!

15/03/09

Primavera...è tempo di CAREER DAY

tratto da www.jobadvisor.it

La primavera è un periodo dell'anno ricco di appuntamenti di orientamento e di career day, un'ottima occasione per incontrare le grandi aziende e i responsabili del personale. Che ci si vada per consegnare il proprio CV o solo per raccogliere informazioni, i career day restano una delle cose da vedere prima di finire gli studi o appena usciti dalle facoltà universitarie.

Molte carriere sono iniziate proprio con la consegna del CV a uno stand aziendale e il segreto sta tutto nel presentarsi alle aziende con entusiasmo, curiosità e obiettivi ben definiti. Di seguito alcuni suggerimenti per sfruttare al meglio la visita a un career Day.

Presentarsi informati

E' molto importante informarsi sulle aziende che partecipano al career day, raccogliendo dati, ad esempio, sul settore di attività nel quale operano, sui percorsi di carriera previsti, sui profili che stanno ricercando. Non lascia mai un buon ricordo il candidato che si presenta a un colloquio chiedendo "Di cosa vi occupate?" o facendo altre domande molto generiche. Prima dell'incontro con un'azienda è importante riflettere sulle proprie aspirazioni professionali, in modo da saper argomentare le motivazioni che hanno spinto a candidarsi. Non sempre il sito del career day fornisce tutte le informazioni di cui si ha bisogno e in questi casi vale sempre la regola di visitare il sito delle azienda a cui si è interessati. I career day più importanti, inoltre, forniscono diversi servizi on-line con cui pianificare in anticipo la propria partecipazione: iscrizione alle presentazioni, candidatura ai colloqui, invio di CV, consultazione di company profile, forum di discussione.

Pianificare gli orari

Un accorgimento particolarmente utile é la scelta del giorno e del momento più adatto per presentarsi al forum. Se dura più di un giorno, è consigliabile frequentarlo sin dalla prima giornata. Inoltre, è molto probabile che diverse centinaia di studenti affollino gli stand già dalle prime ore del mattino. Se si preferisce un ambiente più rilassato è quindi preferibile sfruttare il pomeriggio, approfittando magari della mattinata per seguire qualche presentazione aziendale.

Curare l'abbigliamento

Non esistono regole prestabilite sull'abbigliamento da adottare, pur rimanendo consigliabile la sobrietà. Si tratta soprattutto di cortesia e di educazione nei confronti delle persone che si incontreranno. Non per questo bisogna dar prova di conformismo: l'abbigliamento e la cura del proprio aspetto fanno parte della propria personalità e dell'immagine che se ne vuole dare.

Fare domande

I responsabili delle aziende apprezzano le domande pertinenti e tendono a valorizzare chi dimostra di essere seriamente interessato. Il career day, inoltre, è una grande occasione per discutere con più interlocutori possibili, siano essi selezionatori o laureati già introdotti nei percorsi di carriera aziendali. Ogni spunto di riflessione può rivelarsi interessante, e può essere utile prendersi brevi appunti su un block notes.


Consegnare il proprio CV

I career day sono un'occasione per consegnare il proprio CV ma non è mai una buona premessa iniziare un colloquio chiedendo alla persona che ascolta: "Posso lasciarle il mio curriculum?" E' molto meglio iniziare con il presentarsi, spiegando le proprie aspirazioni, cosa piacerebbe fare e con quali aspettative. Bisogna quindi arrivare allo stand con le idee chiare, evitando di dare l'impressione di muoversi a casaccio. Probabilmente sarà lo stesso selezionatore, al termine dell'incontro, a chiedere un CV. In ogni caso, è meglio portare con sé qualche copia in più del CV. Potrebbero presentarsi opportunità inaspettate o semplicemente non si sono prese in considerazione aziende comunque interessanti.

10/03/09

Il "Salone degli Intraprendenti": Opportunità per il proprio futuro - Milano 18-19 Marzo

tratto dal Blog di Walter Passerini

Sotto il segno dello Slogan del suo ultimo libro "Ricomincio da me", che recita "dal lavoro dipendente al lavoro intraprendente", Passerini promuove sul suo blog un'interessante iniziativa che contribuisco a diffondere con questo mio post!

"Nasce a Milano il Salone degli Intraprendenti.
Previsto al Superstudio di via Tortona 27 nei giorni 18 e 19 marzo, sarà l’occasione per confrontarsi sui temi del lavoro e della formazione in questo momento particolarmente critico.
Si tratta di due Saloni in uno. La mattina di ciascun giorno vi sarà Campus (...), il Salone degli Studenti che hanno a cuore il loro futuro.
I pomeriggi largo a Io Lavoro, il Salone degli Intraprendenti.
Qui avranno spazio tutti i temi che interessano chi cerca o vuole cambiare lavoro.
Vi sarà la possibilità di incontrare aziende, enti di formazione, società di consulenza, agenzie del lavoro e della selezione, che presenteranno ai partecipanti le loro modalità di gestione della crisi, nella quale, come sappiamo, vi sono aziende che licenziano ma anche aziende che assumono.

Nei pomeriggi vi saranno anche tre workshop di un’ora ciascuno, gratuiti, su tre temi: “Entrare nel mondo del lavoro: il marketing di se stessi”; “Crescere in azienda: costruire il percorso di carriera”;
Ricominciare a 45-50 anni: rimettersi in gioco in età matura”.

Inoltre, sempre di pomeriggio, alle 17,30 vi saranno nei due giorni due convegni di livello. Il primo è intitolato: Sette anni di legge Biagi: la sfida del nuovo mercato del lavoro”, in collaborazione con Assolavoro ed Ebitemp; il secondo è intitolato “Siamo tutti talenti: il futuro delle risorse umane”, in collaborazione con Aidp e Assores.
Per chi vuole saperne di più vi sono due siti:
www.campus.it e www.italiaoggi/iolavoro. Non perdete l’occasione.

Il Salone è dedicato a coloro che pensano che il lavoro sia un progetto da costruire con le proprie mani.
Il Salone è sconsigliato a chi pensa che il lavoro sia solo frutto della fortuna o di una raccomandazione."

09/03/09

BRAIN AT WORK 12 marzo 2009! IO ci sarò!!!

BRAIN AT WORK 2009: anch'io parteciperò a questo nuovo incontro aziende-studenti!

Potrò così incontrare alcuni di voi, sondare quelle che sono le esigenze delle aziende, capire qual è l'orientamento del mercato del lavoro e le soluzioni ipotizzate per superare la crisi!

L'appuntamento è per GIOVEDÌ 12 MARZO, dalle ore 9.00 - 18.30 presso il Centro Congressi Frentani, Via dei Frentani n° 4 (Università La Sapienza) - Roma

Ecco la presentazione ufficiale dell'evento (www.jobadvisor.it)

Torna puntuale la 9° edizione di BRAIN AT WORK, giornata di incontro fra le più importanti aziende del panorama italiano ed internazionale con gli studenti e laureati degli atenei romani e del centro sud.

"Cercare lavoro ai tempi della crisi", questo il tema della Tavola Rotonda, prevista per le ore 12.00, alla quale parteciperanno rappresentanti delle Imprese, del sistema di placement SOUL, dei Centri per l'Impiego, dei Centri di Orientamento al Lavoro e delle Società di somministrazione.

Le aziende che al momento hanno confermato la loro partecipazione sono più di 40 tra cui: Ernest&Young, IBM, Johnson&Johnson Medical, Kpmg Spa, Ina Assitalia, Procter&Gamble, Dompè, Unilever, Banca Sella, Accenture...

Tutti i laureati e laureandi che intendono partecipare possono registrarsi ed inserire il proprio curriculum vitae sul sito www.brainatwork.it

06/03/09

Recruiting & Web 2.0

tratto da: TALENT MANAGEMENT NEWSLETTER del 05/03/2009, a cura di M. Chiarullo

" Continua a crescere la fiducia delle aziende verso il recruiting online e cresce soprattutto il numero di candidati che possono essere raggiunti attraverso il web.

Il numero di annunci di ricerca lavoro pubblicati su Internet in Italia nel 2008 è pari a 980.000, al contrario di quanto accade sulla carta stampata, dove gli annunci sono solo 12.000.

È evidente, quindi, che ad oggi in Italia la ricerca di personale si fa, quasi solo, on line.

A chi si chiede se sul web ci sono realmente tutte le tipologie di candidati di cui si ha bisogno, la risposta è assolutamente positiva.

La vera sfida è raggiungerli, coinvolgerli ed attrarli sui nostri annunci, anche in momenti in cui non sono alla ricerca attiva di lavoro.

Oggi Internet in Italia è utilizzato da circa 24 milioni di utenti attivi, tutti a vario titolo e con diversi contributi. Alcuni ne sono protagonisti, altri semplici spettatori. Sempre più spesso i veri autori della rete sono gli utenti senza che ne siano consapevoli. Ed è questo che caratterizza il Web 2.0.

[...] Il Web 2.0 sta delineando negli utenti nuove abitudini nel modo di cercare, consumare e specialmente condividere informazioni.

[...] Questo tipo di personalizzazione della rete non è riscontrabile solo nell'ambito informativo e ludico, ma anche nella ricerca del lavoro online.

Ed allora perchè la ricerca di personale non è ancora diventata Recruiting 2.0?

[...] Internet conviene, costa meno di una società di selezione o di un annuncio sul giornale ed arriva più lontano. Non è necessario comunicare a migliaia di candidati e raggiungerne solo una piccola percentuale in linea, ma è possibile comunicare con i profili che rispondono in maniera puntuale alle caratteristiche effettivamente richieste.

Per realizzare comunicazioni di questo tipo non occorre essere dei tecnici, ma solo scegliere con accortezza un mix di strumenti che consenta di raggiungere in modo efficace e puntuale i candidati.

Occorre scegliere bene i canali e le modalità di comunicazione. Il Web 2.0 ha abituato i propri utenti ad essere elementi attivi del suo processo. I candidati, dunque, vogliono vivere un'esperienza:

  1. semplice ed intuitiva

  2. personalizzata

  3. innovativa ed utile

  4. appagante e non rischiosa

[...] Internet continua a modificarsi perché sono gli utenti stessi che guidano, richiedono e producono il cambiamento. La trasformazione continuerà e sarà sempre più veloce.

Saremo pronti per un Recruiting 2.0?


04/03/09

Recruiting & internet: "Fatti trovare da chi ti cerca!"

Se è vero che al primo posto nella classifica dei canali di ricerca di lavoro c'è la conoscenza diretta e il passaparola, si sta ormai sempre più diffondendo l'utilizzo di internet sia da parte di chi cerca che di chi offre lavoro!

Tra annunci gratuiti e a pagamento, tra siti specializzati e motori di ricerca generici, il recruiting online è una realtà in continua espansione ed evoluzione!

Hai provato a digitare il tuo nome su Google?
Compari tra i risultati? In quali siti?
Si dice che attualmente molti recruiter e head hunter cerchino informazioni sui candidati tramite il web!

Non voglio entrare qui nelle implicazioni etiche e legali (privacy) della questione...ma far capire che ciascuno di noi, (non solo i VIP!), deve prestare attenzione alla propria reputazione online!

Oltre a proteggere la propria immagine è fondamentale saperla promuovere!

Come recita uno slogan di Google..."Fatti trovare da chi ti cerca!"

  • Inserisci il tuo CV nei vari siti di recruiting
  • Crea il tuo profilo e costruisci la tua rete di contatti su LinkedIN e Xing (cfr i post relativi al social network del 12/02/09 - 25/10/08 - 21/10/08)
  • Crea una tua pagina personale: apri un sito web, anche semplice, o un account su MySpace, ecc...

Così potrai metterti in contatto con altri professionisti, con persone che condividono le tue aree di interesse, che possono diventare tuoi futuri business partner o datori di lavoro!

02/03/09

Siamo liberi di seguire la nostra strada? o siamo invece condizionati dalla società?

Differentemente dalla visione americana (il cosiddetto "american dream"), dove è forte la figura del self made man che costruisce la sua fortuna partendo da zero...
in Italia è diffusa la convinzione che non sia possibile costruire qualcosa, avere successo a meno che non abbiamo qualche "spinta" dall'alto oppure siamo "figli di papà" e quindi possiamo permetterci il lusso di aprire un'attività e fare gli imprenditori!

Siamo condizionati dalla famiglia, dalla società, dalla condizione economica, siamo bloccati da una civiltà non meritocratica e molto burocratica...


E quindi, anche se ci lamentiamo, continuiamo a fare un lavoro che non ci piace, perchè comunque ci garantisce un minimo di stipendio e di stabilità...e se magari abbiamo provato a seguire la nostra strada abbiamo dovuto rinunciare perchè non riuscivamo a mantenerci o perchè abbiamo avuto più fallimenti che successi...

Proviamo per un momento a guardare questa situazione con distacco: siamo davvero così influenzati dall'esterno? oppure siamo solo convinti che sia così? in effetti non siamo forse determinati solo dalla nostra mente, dalle nostre percezioni e valutazioni?

Non siamo forse condizionati dei nostri limiti mentali che non ci permettono di guardare oltre la nostra realtà e di cercare o costruire qualcosa di nuovo? Dalla nostra tendenza ad aspettare piuttosto che ad agire? Ad arrenderci prima di essere arrivati?


Proviamo ad indossare un altri paio di occhiali, ad ascoltare un altro tipo di musica, ad attuare nuovi comportamenti...e ci renderemo conto di quanto possiamo essere liberi!

Liberi di seguire i nostri sogni, di trovare nuove soluzioni, di superare le difficoltà e le frustrazioni, di chiedere aiuto agli altri, di imparare, di sperimentare e di rischiare...

28/02/09

Le AZIENDE non trovano i professionisti che cercano e le PERSONE non trovano il lavoro che cercano: Com'è possibile?

Per quanto possa sembrare assurdo, specialmente in un periodo in cui la domanda di lavoro è scarsa e l'offerta invece abbonda, le società di ricerca e selezione del personale lamentano il fatto di non trovare profili corrispondenti alle loro richieste!

Come mai domanda e offerta non si incontrano?

I motivi presumibilmente sono molteplici:
  • manca un'effettiva corrispondenza tra il titolo di studio posseduto (e quindi anche delle aspettative e degli interessi) dalle persone e quello richiesto dalle aziende: le prime privilegiano le tematiche umanistiche (lettere e psicologia sono in testa), le seconde hanno bisogni di conoscenze tecniche e scientifiche;
  • c'è un problema di mobilità territoriale: le aree a maggiore sviluppo economico si trovano nel Centro-Nord (v. post del 22/02/09) mentre la maggiore richiesta di lavoro si trova nel Sud
  • c'è scarsa comunicazione: la maggioranza delle candidature di neolaureati o neodiplomati si riversano sulle grandi aziende, italiane o multinazionali, mentre le maggiori richieste vengono dalle PMI, dalle piccole società e dagli studi professionali.
Gli interventi a mio avviso possibili e auspicabili per migliorare questa situazione sono innanzitutto di tipo culturale:
  1. bisogna diffondere nelle famiglie e nelle scuole la cultura scientifica, non solo attraverso testimonial credibili e d'impatto (ad es. famosi ricercatori ed inventori) ma anche motivando gli stessi insegnanti: la passione è contagiosa!
  2. promuovere politicamente ed incentivare anche economicamente la ricerca e lo sviluppo
  3. attuare massicci interventi di informazione e di orientamento scolastico e professionale nelle scuole (sia medie inferiori che superiori)
  4. formare chi cerca lavoro ad utilizzare canali di ricerca diversificati, a proporsi in maniera attiva ed imprenditoriale nel mercato del lavoro
  5. rendere più accessibili alle piccole e medie aziende strumenti di ricerca e selezione più capillari ed efficaci.

24/02/09

Quali sono le lauree più gettonate?

Alcuni i siti Web specializzati in e-recruiting hanno stilato una classifica delle lauree più richieste dalle aziende.

I curricula che hanno avuto un riscontro positivo sono senza dubbio quelli dei laureati in ingegneria e in economia.

Seguono a ruota le lauree scientifiche (chimica, biologia, farmacia, fisica, scienze ambientali, ecc)

Analizzando le richieste per settore, è stato riscontrato che per la moda, lo spettacolo, la grande distribuzione, la consulenza e la finanza, le discipline economiche sono quelle più adatte.
Per le telecomunicazioni, l'elettronica, l'energia, l'elettrotecnica, l'automotive, i trasporti, la logistica e l'immobiliare è invece richiesta più di frequente una laurea in ingegneria, mentre nell'ambito sanitario, farmaceutico e chimico sono le lauree scientifiche a essere più gettonate.

Per i diplomati tecnici, il settore più fervido è sicuramente quello dell'informatica e delle telecomunicazioni.

Nel prossimo futuro si prevede che i titoli che garantiranno più sbocchi saranno quelli nell'ambito delle biotecnologie, dello sviluppo delle fonti rinnovabili e dell'informatica, con un trend in continua crescita.

tratto da http://lavoro.corriere.it

22/02/09

Quali sono i territori italiani che stanno reagendo alla crisi?

Secondo il CENSIS sono 161 i territori d'eccellenza in grado di guidare la reazione alla crisi.

Un arcipelago composto da 71 territori produttivi industriali e 65 aree di accoglienza e turismo.
A questi si aggiungono 25 poli dell'innovazione e della logistica. La maggioranza localizzata al Nord (79,3% dei Comuni) e solo per il 6,7% al Sud.

La risposta alla difficile congiuntura economica converge sul rafforzamento della produzione industriale di qualità, sulle tecnologie, e punta a valorizzare il capitale culturale e paesaggistico.

Quali sono i primi territori "vincenti"?
Riviera del Brenta (Venezia), Langhirano (Parma) e Montebelluna (Treviso)
Le 65 aree di accoglienza sono guidate da Portofino, Venezia, Cortina.
Fra le isole svettano Capri, Ischia e Pantelleria.
Fra i poli strategici dell'innovazione e della logistica sono segnalati l'interporto Quadrante Europa di Verona, la Fiera di Milano, il Politecnico di Torino, l'Area Science Park di Trieste o i laboratori di fisica del Gran Sasso.

L'elemento che contribuisce di più a determinare la qualità di un territorio è il capitale umano e nello specifico:
  • il dinamismo imprenditoriale,
  • la qualità delle risorse umane
  • la validità della classe dirigente locale.
Tutto ciò dimostra come il territorio italiano, così come ciascuno di noi, ha perciò bisogno di energia e imprenditorialità, di focus sul valore aggiunto, sulla differenza che possiamo fare nella nazione e nel mercato del lavoro, sui nostri punti di forza, sulla particolarità del nostro profilo e delle nostre competenze...

tratto dal Sito del Sole24Ore - Economia&Lavoro

20/02/09

Serve davvero scrivere una lettera di presentazione?Non è troppo formale e standard?

Penso che le lettere standard e convenzionali servano a poco!
Sono appunto delle "cover letter", lettere-copertina... ma spesso alcuni scelgono il libro proprio dalla copertina!!!

Detto ciò, la lettera serve per presentarsi in modo sintetico (io preferisco quelle di poche righe..) e quanto più possibile personalizzato ossia in modo da distiguerci dagli altri e da rivolgerci specificamente a quella posizione e a quella azienda!

Più si è interessati all'azienda e al lavoro e meglio è, perchè si scriverà una vera e propria lettera di motivazione e non una pura formalità piena di parole vuote...

Perciò a mio avviso bisogna distinguere una semplice lettera di accompagnamento "generale" che spediamo come testo della mail o della lettera che accompagna il CV per spiegare in poche righe chi siamo e a cosa siamo interessanti...dalla lettera di motivazione vera e propria mandata all'azienda che ci interessa, candidandoci sponteamente o ad un annuncio specifico!

In questo caso saremo più dettagliati nella descrizione del nostro percorso e soprattutto mostreremo il nostro interesse per svolgere quella data attività in quella specifica azienda.

Questa lettera può fare davvero la differenza specialmente se ci candidiamo per società piccole e medie che conosciamo!

18/02/09

Non possiedo il diploma ma ho frequentato una scuola per parrucchieri.Cosa posso fare per trovare lavoro con tutta questa concorrenza?

E' vero che il titolo di studio è importante, non solo per nostra formazione personale, ma anche per accedere a determinati incarichi, come ad esempio quelli pubblici.

E' altrettanto vero però che nel lavoro conta di più ciò che sai fare rispetto al titolo che hai!

Considerando la tua situazione: cosa realmente ti impedisce di porti avanti la tua professione da parrucchiera? Che possibilità ci sono che magari non hai ancora tentato?

Ad esempio potresti pensare a fare un corso di specializzazione da estetista o per ricostruzione unghie, oppure lavorare a domicilio...

I miei sono solo esempi: l'importante è che tu allarghi le tue prospettive professionali e geografiche!

Ad esempio in quali città o regioni la situazione del tuo settore di attività è è più proficua? dove c'è più richiesta e meno concorrenza?

seconda cosa..se vuoi provare a fare altro e ti serve il diploma...perchè non provi a prenderlo? Ci sono molti adulti che lavorando frequentano le scuole serali e, con un po' di impegno e di sacrificio, portano a casa il titolo! Anche tu ce la faresti!

Quando sei motivato a fare qualcosa scopri in te delle risorse che neanche immaginavi di possedere...

16/02/09

Per essere assunti è meglio avere esperienza pregressa o partire da zero?

Avere un'esperienza cospicua alle spalle, se a volte può essere un requisito fondamentale per accedere ad una professione, può invece rappresentare un ostacolo se il datore cerca una persona giovane, da formare da zero e...senza troppe pretese!

Infatti ciascuno di noi porta con sè, nel bene e nel male, il modo di lavorare, le competenze e i comportamenti acquisiti nel tempo e reca anche delle aspettative su come si dovrebbe lavorare e sul trattamento da ricevere...e questo può essere visto come uno svantaggio da chi vuole assumere...

Insomma se è vero che avere fatto già una seppur minima esperienza sul campo rappresenta certamente una carta in più quando ci si presenta nel mondo del lavoro, soprattutto dopo la laurea...con il passare del tempo e con il suo aumentare essa può diventare quasi un "peso" tanto da rendere più difficile ricollocarsi, per quanto assurdo possa sembrare...

E quindi? Cosa fare?!?

Punta sul valore aggiunto che puoi dare rispetto ad una persona più inesperta.
Argomenta le competenze sviluppate in contesti e in posizioni diverse, mostrando la tua capacità di adattamento.

E soprattutto, esprimi il tuo desiderio di metterti sempre in gioco, di crescere professionalmente, come si suol dire!
La tua "anzianità di servizio" e le tue esigenze più marcate saranno aspetti che passeranno in secondo piano rispetto a tutto quello ciò che puoi offrire!

14/02/09

Cerco lavoro in una libreria.Nonostante la mia passione per i libri non mi selezionano..cosa posso fare?

Da consumatrice di libri confermo che in una libreria è fondamentale trovarsi davanti commessi talmente preparati che non serve dirgli autore-titolo-casa editrice e trovano subito il libro che ti serve o sanno darti il consiglio giusto per un regalo!

Come per ogni lavoro, la passione e la motivazione fanno la differenza!!!

Questo, insieme alle tue esperienze precedenti, ti danno tutte le carte in regola per poter essere assunto!

Non buttarti giù, continua a crederci e a cercare il lavoro che ti appassiona, ma sempre con uno sguardo realistico: la situazione economica è critica e il mercato del libro ne risente senz'altro!

In più considera che ci sono tanti altri ragazzi che cercano come te lavoro!

Eppure questo non ti deve scoraggiare, anzi! Può costituire quella molla in più per mostrare quanto vali, che puoi fare la differenza!

Perciò giocatela bene al momento del colloquio!

Mostati appassionato ma non esaltato, competente ma non presuntuoso, determinato ma non rigido...

Inoltre, apriti nuovi canali: dai multicenter fino alle piccole librerie di nicchia..troverai il posto che fa per te!!!

12/02/09

Come funziona il social network per trovare lavoro?

«Relationships matter», le relazioni contano.

È lo slogan di LinkedIn, il più grande social network professionale al mondo, ma anche la filosofia di questa nuova modalità di interazione, che consente di ampliare le opportunità di carriera costruendo o consolidando le proprie relazioni professionali.
Internet del resto è uno strumento sempre più utilizzato per trovare lavoro, ma davvero efficace solo se sfruttato nel modo corretto, conoscendone potenzialità e rischi.

Il boom dei social network finalizzati allo svago o all'amicizia (Facebook su tutti) ha avvicinato a questo mondo anche i "profani" della Rete, portando a una rapida crescita di utenti anche i portali a scopo professionale.
Tra i più diffusi ci sono, come detto, LinkedIn, oltre 30 milioni di utenti nel mondo, in crescita a 100mila nuo-vi iscritti a settimana, e Xing, 6 milioni di utenti, in espansione con la recente acquisizione di Neurona ed eConozco.
Ma anche Viadeo, 3 milioni di utenti, per ora l'unico con una sede italiana, e Plaxo, 20 milioni di utenti, evoluzione di uno strumento per la gestione della rubrica.
Iscrivendosi si può creare un profilo in cui descrivere curriculum, interessi e obiettivi di carriera e poi partire alla creazione del proprio network professionale, cercando altri iscritti con cui stabilire una connessione, tra i colleghi, i compagni di studi, i contatti della rubrica e-mail o impostando opzioni di ricerca avanzate.
Innanzitutto, ci si può «far conoscere», entrando a far parte di gruppi, partecipando a discussioni e (in certi portali) ottenendo «referenze» da altri iscritti. Ma si possono anche contattare direttamente persone che già lavorano in aziende per arrivare ai responsabili delle risorse umane, o ricercare annunci di lavoro pubblicati a pagamento dalle imprese, soprattutto grandi multinazionali o aziende del settore Ict.

Sono già cambiate alcune modalità di recruiting, con i social network diventati terreno di caccia per gli head hunter: «Consentono di entrare in contatto in modo rapido e diretto con professionisti «selezionati» dalle community – spiega Erika Perez, senior manager di Robert Half, società di recruitment specializzato – anche se poi è sempre necessario il classico incontro conoscitivo, perché non ci si può affidare totalmente alle informazioni contenute nei profili, spesso troppo concise e imprecise». Gli uffici di risorse umane, invece, continuano a prediligere canali tradizionali.

Il social networking a scopo professionale infatti funziona se gestito con cura, conoscendone anche i pericoli. La rete di contatti deve essere sufficientemente ampia, ma anche selezionata.

Il profilo deve essere visibile tra milioni di utenti e frequentemente aggiornato, ma limitando la pubblicazione di informazioni strettamente personali.
Va curata la propria « reputazione virtuale» eliminando contenuti che possano fornire un'immagine sbagliata e poi partecipando a discussioni solo se in grado di apportare un contributo ed iscrivendosi a gruppi solo se se ne condividono esperienze e interessi.

tratto dal Sito del Sole24Ore - Economia&Lavoro

10/02/09

Voglio lasciare il mio lavoro a tempo indeterminato perchè mi trovo male: Come faccio a spiegarlo nella lettera di presentazione? E al colloquio?

Per prima cosa analizza quelle che sono le motivazioni che ti spingono a cercare una nuova occupazione: ad esempio, non ti piace l'attività che svolgi o non ti trovi bene con i colleghi?

Soprattutto chiarisci a te stessa ciò che vuoi ottenere dal nuovo lavoro, quali sono i fattori più importanti per te!
Nella lettera di presentazione al tuo CV puoi usare classiche affermazioni come: “sono alla ricerca di nuove opportunità di crescita professionale” o “ho il desiderio di rimettermi in gioco professionalmente”.
Questo non solo per essere “politically correct” ma soprattutto per evidenziare i tuoi obiettivi , cosa vuoi nel tuo futuro piuttosto che cosa non vuoi nel tuo passato!!

Infine, nel colloquio preparati a spiegare in sintesi le motivazioni che ti portano a lasciare il vecchio posto di lavoro e cosa cerchi in quello nuovo.
Devi essere sincera, ma evita di lasciarti prendere da uno sfogo emotivo!
Mostra invece consapevolezza e distacco emotivo e porta sempre il discorso su quelle che sono le tue aspettative future!

09/02/09

Quali sono i motivi principali che spingono le persone a cambiare lavoro?

Le motivazioni che spingono a scegliere di accettare o lasciare un posto di lavoro possono essere ricondotte a due categorie di bisogni: primari e secondari.

Nel primo caso l'esigenza è quella di sussistenza e di sicurezza economica: avere una posizione a tempo indeterminato significa sostanzialmente questo (anche se ormai sappiamo che anche queste posizioni sono a rischio!).

Nel secondo caso la spinta prevalente è quella quella del benessere fisico, psicologico e sociale, e della realizzazione personale: lavorare in un ambiente di lavoro stimolante, avere buoni rapporti con i colleghi e possiblità di carriera rispondono a questa esigenza.

Ciascuno di noi porta in sé entrambi i tipi di bisogno e, a seconda della storia personale e della fase di vita in cui si trova, avrà la prevalenza di uno sull'altro.

Per cui ad esempio può succedere che una persona, dopo aver conseguito una certa stabilità occupazionale, senta l'esigenza di realizzarsi professionalmente tanto da essere disposta a lasciare un “posto fisso” per aprirsi una nuova attività o tentare la libera professione!

06/02/09

Mi sono dimessa perchè il mio posto di lavoro era un inferno.Sto cercando un nuovo lavoro ma ho terrore che il mio vecchio capo mi scopra!

Mi sono licenziata dal mio ex datore di lavoro con la scusa che avevo trovato una nuova occupazione, ma in realtà l'ho fatto perchè ormai avevo un esaurimento nervoso! Ora temo di rispondere senza saperlo ad un suo annuncio su internet..cosa posso fare?

Per prima cosa ricordati che hai tutto il diritto di lasciare il posto di lavoro per salvaguardare la tua salute fisica e psicologica, a prescindere da quelle che sono le motivazioni ufficiali che hai fornito al tuo ex capo!
Ora hai tutte le tue energie e il tuo tempo a disposizione per cercare una nuova occupazione che non solo non ti faccia stare male..ma ti renda serena e realizzata!

Capisco la tua paura di essere "scoperta" dai tuoi vecchi capi ma...qual è la probabilità che accada?!
Restando bloccata da questa paura, quante buone occasioni rischi di perdere?!

Tornando alla tua domanda specifica..ti dico che di solito gli annunci su internet presentano già il nome dell'azienda, oppure quello della società che si occupa della selezione (tipo adecco) e in questo caso penso puoi chiamare direttamente quest'ultima: se non ti potranno dire il nome del committente, almeno ti confermeranno che non si tratta della tua vecchia società!
Se gli annunci sono anonimi e non ti convincono..non rispondi!
e nel caso peggiore che il tuo vecchio capo ti "beccasse" puoi sempre dirti che l'altra azienda è fallita o che il tuo contratto è già terminato e che stai cercando altro...

In ogni caso i vantaggi che puoi ottenere rispondendo agli annunci sono molto superiori ai rischi che corri! Non temere!