04/02/09

Buone notizie: Annunci di assunzione da parte di aziende Italiane (Fonte: Il Sole24Ore)

In Italia, la Fiat annuncia 5000 licenziamenti. Nel mondo la Panasonic prevede 15.000 esuberi.

Il tasso di disoccupazione potrebbe superare l'8%, portanto il numero dei disoccupati in Italia a due milioni.

Secondo Confindustria i posti a rischio sono 600mila: meccanica e filiera dell'auto, costruzioni, il tessile che nel 2008 ha perso 9mila addetti e prevede un calo drammatico per quest'anno, senza interventi.

EPPURE.....

Non ci sono solo tagli...

C'è chi va controcorrente: cresce e soprattutto assume, tamponando il bollettino quotidiano dei posti a rischio.

Casi singoli di successo...oppure interi settori, come quello delle società main conctractor di ingegneria e di impiantistica. Oppure la grande distribuzione, da Ikea a Media World, oggi favorita dal binomio prezzo-qualità.

Chi ha una fetta del proprio budget all'estero ha una marcia in più. «La domanda globale è più debole rispetto al passato, ma chi lavora in tutto il mondo, come le grandi società di impiantistica e di ingegneria che hanno come clienti gli Stati o i fondi sovrani, comunque crescono», spiega Fabrizio Di Amato, presidente di Federprogetti, la Federazione di Confindustria che raccoglie le aziende del settore (da General Electric a Tecnit Italy, Eni, Saipem, Abb), numero uno di Maire Tecnimont.

Quest'anno la Maire assumerà 250 persone, quasi tutti ingegneri e tecnici specializzati. In portafoglio ha una serie di commesse per realizzare in tutto il mondo impianti petrolchimici e grandi infrastrutture, ora sta puntando in Italia ad un nuovo business: l'energia e in particolare le fonti rinnovabili, quella "green economy" lanciata dal presidente degli Stati Uniti, Barak Obama. E si candida anche a realizzare, nel ruolo di main contractor, le grandi opere che il Governo dovrebbe realizzare rapidamente per rilanciare l'economia.

Parlando di grandi aziende, Eni ed Enel hanno progetti di assunzioni consistenti.

Enel assumerà 3mila persone nel triennio 2009-2011, 1.400 nelle sedi all'estero, ma selezionando personale italiano. Si tratta di ingegneri e periti elettrotecnici, controllori di rete e di impianti di generazione, in aggiunta al turn over.

Numeri che potranno aumentare quando sarà conclusa l'operazione con Endesa. Eni, Saipem e Gas&power ne hanno 1000 in programma nel triennio: ingegneri ed economisti, soprattutto nella divisione exploration e production.

Va controcorrente, in un settore che ha cominciato a perdere occupati, il gruppo Almaviva.

Timori rientrati sui flussi delle telefonate: occupazione salva, quindi nei call center, dove anzi non esclude di assumere. Gli aumenti di personale dovrebbero arrivare nell'attività di informatica e in Almaviva consulting: 60 giovani talenti in più.

I consumi sono in calo, ma anche in questo scenario c'è chi aumenta vendite e fatturato.

Va avanti il piano di crescita di Ikea: nel 2009, dice Valerio Di Bussolo, responsabile relazioni esterne in Italia, si apriranno tre punti vendita a Rimini, Salerno e in provincia di Gorizia, mentre verrà ampliato Torino. Ogni negozio ha bisogno di 240 persone e genera un indotto di altre 100: totale un migliaio di persone.

Stessa logica per la catena Media World (gruppo Metro), 92 punti vendita in tutta Italia, oltre 2 miliardi di fatturato. Si apriranno altri 6-8 punti vendita, dice il capo del personale, Ernesto Gatti, circa 70 occupati l'uno, per un totale di 400-500 persone, più l'indotto.


La formazione conta per i prodotti ad alta tecnologia: nel 2008 sono stati spesi 2,5 milioni di euro di formazione, in particolare per una corporate university con il Politecnico di Milano.

Quest'anno il budget sarà aumentato del 20%, a riprova che per battere la crisi bisogna scommettere sulla crescita.


Tratto dall'articolo del Sole24Ore:

http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/Economia%20e%20Lavoro/2009/02/enel-eni-ikea-assunzioni.shtml?uuid=5f55b95a-f067-11dd-9635-54ebffb44a26&DocRulesView=Libero


03/02/09

Sono impiegata in un ufficio, vorrei avviare un'attività commerciale in proprio, come posso fare?

Si tratta di fare un bel salto..soprattutto di mentalità!
Se sei arrivata a questo punto, vuol dire che sei pronta a metterti in moto!!!

L'importante è che unire due aspetti:

1) capire cosa (prodotto o servizio) viene richiesto dal mercato

2) fare qualcosa che ti piace, che sia adatto a te e alla tua situazione, che ti convinca

Prima scegli la cosa che vuoi fare..poi trovi i modi e le risorse per farla!
(ad es, se servono conoscenze, le ottieni! magari fai un corso, compri libri ecc.)

Armati di forte determinazione
voglia di provare, di metterti in gioco,
pronta a sbagliare per imparare
a cadere per rialzarti!

01/02/09

Mi devo accontentare del lavoro che ho che non mi soddisfa...o credere nel mio sogno?

L'insoddisfazione che provi ti sta dicendo che non stai seguendo la tua strada, che hai dimenticato quelle che sono le tue più profonde aspirazioni...
E' il momento giusto per fermarsi a riflettere per capire cosa vuoi davvero!
Immagina il tuo futuro nei particolari, desideralo fortemente!
Ecco, quella è la vita che sogni, sai che ne vale la pena...che non ha senso accontentarsi di quello che si ha, che vale la pena lottare per ottenerla!

Ora, immagina di essere già nel futuro, di aver superato le difficoltà e gli ostacoli incontrati nella strada verso la tua realizzazione, e parla con te stesso nel presente...

Cosa gli consigli di fare? che atteggiamento deve avere? qual è il primo passo da fare?
Qual è stato il prezzo più alto da pagare? che conseguenze ha avuto la tua scelta nella tua vita e per le persone che ti stanno accanto?


Ora ritorna nel presente, conservando tutto ciò che hai appreso, consapevole del tuo obiettivo finale e delle sue conseguenze...E' questo ciò che vuoi, veramente? Sì!!!

Allora sei pronto a delineare, passo dopo passo, le azioni che ti ci porteranno e infine....inizia!!!

Ricorda: "Un viaggio di mille miglia inizia sempre dal primo passo!"

30/01/09

Mi sono candidato diverse volte come commessa in un negozio di Roma...

..ma sono del Sud! Non ho la possibilità di dare il CV a mano! Come posso fare per essere chiamata?

Il primo consiglio che ti posso dare, visto che effettivamente l'indirizzo di residenza è un fattore importante nella scelta dei candidati da convocare, è di dare come riferimento anche un domicilio su Roma!

Il domicilio non ha valore "legale" come la residenza..in teoria potresti anche appoggiarti ad un albergo! Ma ti consiglio di chiedere semplicemente a qualche tuo amico o parente di roma di darti il suo indirizzo da scrivere sul cv!

Seconda cosa, se non puoi consegnarlo a mano, potresti anche spedire il cv cartaceo via posta ai punti vendita che ti interessano!


28/01/09

Voglio arrotondare facendo la commessa o la hostess: sul Cv devo scrivere che ho una laurea?

Fare la commessa o la hostess-promoter nei weekend è un buon modo per arrotondare, soprattutto se si lavoro o si studia durante la settimana....

Piuttosto che omettere il titolo di studi conseguito (ormai penso che molte hostess e promoter siano laureate o laureande), questo andrebbe citato in una riga, senza specificare il voto nè il titolo della tesi...

Dovresti focalizzarti sulla parte relativa alle esperienze lavorative, descrivendo solo sinteticamente la tua attuale attività professionale ed inserendo invece a profusione (per quanto possibile) attività analoghe che hai svolto nel passato e che prevedevano la vendita, la comunicazione e il contatto con il pubblico (dalla cameriera fino all'operatrice di call center).

Potrebbe esserti richiesto anche di allegare delle foto! Scegli un primo piano ed una a figura intera.

25/01/09

Ho 40 anni e non trovo lavoro: l'età anagrafica è una discriminante?

Lo sappiamo bene, la situazione attuale è veramente critica, non solo per i giovani che riescono solo a fare lavori poco o per nulla pagati...ma anche per le persone con esperienza, che sono ritenuti più difficili da gestire e..."esigenti" economicamente!
Eppure..bisogna insistere ed insistere, senza scoraggiarsi davanti alle prevedibili difficoltà!

Con una buona dose di determinazione e di flessibilità, intesa come apertura alle opportunità che ti si presentano, ce la farai!!

Ovviamente nel cv così come nei colloqui devi puntare sui tuoi punti di forza: sulla tua solidità professionale, sulla varietà di esperienze svolte e di competenze acquisite!

Inoltre, conosci (direttamente o indirettamente) qualche coetaneo che è riuscito a trovare o a crearsi un lavoro?

Magari cerca di entrare in contatto proprio con chi ha le tue stesse passioni.

La sua esperienza potrebbe esserti utile per capire le mosse più giuste da fare, confrontarrti sulle difficoltà incontrate e soprattutto sui modi per superarle!


23/01/09

Laurea in Scienze Politiche: mi rivolgo al pubblico o al privato?


Il tuo tipo di Laurea apre diverse possibilità...perciò, visti anche i tempi che corrono ti consiglio di tenerle aperte tutte!

Per prima cosa costruisci un curriculum su misura per l'ambito privato e uno per il pubblico.

Per il privato, valgono i consigli già presenti su questo blog: risposta agli annunci su internet e sui giornali specializzati, agenzie interinali e centri per l'impiego.

Altra strada da percorrere, se ti interessa approfondire un determinato ambito e avere la possibilità di metterti in contatto con le imprese, puoi scegliere un Master.

Ne esistono tanti sul mercato, quindi sceglilo con cura valutandolo sotto diversi punti di vista e cercando feedback da chi lo abbia già terminato.

Per il pubblico, presta attenzione ai concorsi per gli enti pubblici (non solo ministeri ma anche Asl, Comuni, CCIAA, Inps, Inail, ecc.). Essendo fresco di studi, dovresti avere meno difficoltà per prepararti per un concorso.


21/01/09

Mi sono candidato ad uno stage fuori sede: perchè non mi chiamano?

Lo stage è uno strumento per il neolaureato, che può fare una prima esperienza in azienda, conoscere sul campo il suo ambito professionale e arricchire il suo cv.
E' uno strumento per l'azienda, che può "testare" i neolaureati, scovare e formare giovani talenti..ma anche, inutile negarlo, avere a basso costo del personale qualificato e disponibile anche a fare lavori operativi.

Detto ciò, visto che il rimborso spese è minimo e a volte addirittura nullo, le aziende stesse sanno che questo non coprirebbe le spese di viaggio, vitto e alloggio di un fuorisede!
Perciò tra un giovane della zona ed uno che abita a 300 o più km di distanza preferiscono il primo!
Anche perchè il secondo probabilmente non resisterebbe nel tempo!
Sono più alte le probabilità che la motivazione crolli e la persona molli lo stage dopo poche settimane!

Quindi solo se sei convinto che valga la pena fare un sacrificio del genere per uno stage, puoi ricorrere allo strategemma di dare come riferimento il domicilio di amici e parenti che abitano nel territorio dell'azienda stessa.

17/01/09

Laureata e disoccupata, con questa crisi sono scoraggiata!C'è un futuro per noi giovani?

E' vero che dopo tanto inutile cercare e a fronte dell'attuale crisi è facile scoraggiarsi!!!
Molti giovani laureati come te, dopo la tanto agognata laurea, passano da uno stage all'altro con la remota speranza di un'assunzione a termine (con il miraggio del tempo indeterminato...).

Disperarsi però è inutile quanto dannoso!
Non bisogna farsi abbattere in nessun modo, ma bensì continuare a cercare e ad investire sulla crescita o l'ampliamento delle proprie competenze!
Passo dopo passo ce la faremo senz'altro!
Quando il ciclo economico ricomincerà a girare in senso positivo e la crisi si allontanerà, saremo già pronti a cavalcare l'onda della crescita!

Nel frattempo... bisogna essere ottimisti e al contempo realisti..adattandosi con flessibilità alle esigenze del mercato, ed essendo disposti anche a trasferirsi per un po' all'estero!

Ora il nostro vero lavoro e proprio la ricerca del lavoro!

15/01/09

Laureato in Giurisprudenza con voto basso: è per questo che le banche non mi chiamano?o sono sfigato?

Per prima cosa serve sgrullarsi di dosso disperazione e sensazione di "sfigaggine"!
Invece assumi un atteggiamento positivo, guarda la tua situazione e quella del mondo del lavoro con realismo e dì a te stesso: "Bene, cosa posso fare di più e di diverso d'ora in avanti?".

Seconda cosa: risistema il tuo CV (su questo blog puoi trovare molti consigli su come renderlo al meglio!), iniziando con il nascondere il voto di laurea!
Anche se l'età fosse un po' elevata, questo non costituisce un problema se hai fatto già delle esperienze lavorative (ad es. il praticantato).

Considerando che in banca probabilmente tra un laureato in economia e uno in giurisprudenza preferiscono il primo, comunque non devi mai demordere!

Apriti più canali possibili, rispondi agli annunci più vicini al tuo profilo, rivolgiti alle Agenzie per il lavoro e, perchè no? consegna anche il tuo CV presso le filiali di banca di tuo interesse!

Datti una scadenza (6 mesi..max 1 anno) e se non avrai trovato opportunità in Italia...pensa pure ad andare all'estero!
Nel frattempo investi nella tua formazione: ad es. puoi pensare ad approfondire la conoscenza di una lingua (in particolare l'inglese)

Infine...tieni duro, cerca cerca cerca!!!!

10/01/09

Incontro Aziende-Studenti

Incontro Aziende Studenti, la fiera sul lavoro, la formazione e l'orientamento, dopo il successo dell' edizione di Vicenza a Dicembre, prosegue con un altro importante appuntamento:

Fiera di Roma 15-16 gennaio 2009


TROVA LAVORO o stage lasciando il tuo curriculum alle aziende presenti negli stand o
SEGUI IL TUO PERCORSO FORMATIVO con il consiglio di Università ed Enti di Formazione.

La manifestazione offre la possibilità di incontro tra chi cerca lavoro e chi lo offre, tra chi ha bisogno di orientamento e chi propone corsi universitari, di formazione, o master.

I numeri di Incontro Aziende Studenti parlano chiaro: nel 2007, in sole due edizioni, la manifestazione ha coinvolto oltre 40.000 studenti e quasi 300 espositori!

Inoltre, da quest'anno:

EVENTO
Manager di importanti imprese organizzeranno dei workshop della durata di 45 min durante i quali presenteranno l'attività delle proprie aziende e i profili professionali che maggiormente ricercano. Alla fine degli incontri i manager effettueranno dei colloqui di selezione. Le aziende : Acegas Aps Spa, Alleanza Assicurazioni Spa, Assicurazioni Generali Spa, Deca & Associati Srl, Epoché Service Integrator Srl, Fiamm Spa.

Per saperne di più clicca su http://www.incontroaziendestudenti.it/

22/12/08

Il Colloquio: Domande&Risposte - Domande MOTIVAZIONALI


Dove si vede tra 3-10anni?

Gli anni possono essere 2-3-5 o 10, ma il senso della domanda è sempre lo stesso: prima cosa vedere se tu hai degli obiettivi chiari e definiti oppure se ti trovi lì per caso, e poi capire il tuo orientamento professionale nel medio-lungo periodo (ossia se sei orientato verso un certo ambito di lavoro, professione, mercato, che sia in linea con la posizione oggetto del colloquio, oppure no!).
Inoltre serve a cercare di prevedere la probabilità che tu lasci il lavoro poco tempo dopo l'assunzione (perchè il lavoro in effetti non ti piace e lo cerchi da un'altra parte).
La cosa che devi capire tu stesso prima di affrontare la selezione è se questo lavoro è coerente o meno con il tuo percorso...se è “occasionale” oppure "centrale" rispetto ad esso.
Con la tua risposta devi mostrare di sapere ciò che vuoi e cosa ti serve per raggiungerlo; si deve quindi capire che per te quel lavoro è interessante e motivante, che è essenziale o comunque utile per la tua crescita!
Uno scopo indiretto di questa domanda è anche quello di valutare il grado di ambizione del candidato. Il consiglio è di non esagerare verso l'alto (ad es. “tra 5 anni mi vedo come presidente!”) né verso il basso (“farò più o meno lo stesso lavoro”).
Il tuo realismo sarà apprezzato!


Perchè si sente la persona adatta a questa posizione?
Perchè la dovremmo assumere?
Consapevolezza, realismo e determinazione
sono i 3 fattori chiave che colpiscono il selezionatore!
Per rispondere ovviamente devi avere un'idea già piuttosto chiara di ciò che cercano (basandoti sull'annuncio, sulle informazioni raccolte in merito all'azienda, da ciò che presumibilmente ti ha detto il selezionatore in sede di colloquio) ed esserti preparato confrontando le tue caratteristiche con quelle attese dal lavoro.
In sintesi, devi scegliere 2-3 esperienze professionali e/o formative che hanno quacosa in comune (ad es. area, contesto, prodotto/servizio, tipo di responsabilità e attività) con la posizione.
Infine evidenzi 2-3 caratteristiche personali (ad es. competenze (di gestione, organizzazione, relazione), impegno e motivazione) come ingredienti fondamentali alla riuscita in quel lavoro.


Vedo che non ha alcuna esperienza in questo settore, cosa la spinge a candidarsi qui?
Questa è una domanda tipica che il selezionatore fa a chi fino a quel momento si è dedicato ad altro e sta cambiando settore professionale.
Consideriamo il fatto che se ti hanno chiamato già vuol dire che trovano il tuo curriculum interessante.
Detto ciò, qui devi spiegare 2 cose:
1) Come mai stai lasciando il/i settore/i precedenti
2) Cosa ti interessa del nuovo settore.
Bisogna far vedere che la scelta non è dettata dall'impulso né da lacune nelle tue competenze e capacità, ma della presa di coscienza matura e consapevole che il lavoro precedente non faceva per te, oppure che sono cambiate le condizioni esterne (es. situazione del mercato).
Per il secondo punto devi far capire che non ti sei buttato sul primo lavoro nuovo che ti è capitato, ma che hai un certo tipo di interesse verso di esso che hai sviluppato tramite, ad es., esperienze precedenti, confronto con amici/colleghi, aggiornamento su libri/riviste, ecc.
Se fornirai spiegazioni ed esempi risulterai esaustivo e convincente!
E poi..siamo nell'era della flessibilità e del cambiamento continuo, no?!


Cosa le interessa maggiormente nella posizione che le proponiamo?
Non partire dalla retribuzione o dalla condizione economica/contrattuale!
Questo elemento fondamentale (e il selezionatore lo sa bene!), va presentato solo in seconda battuta!
La motivazione principale che ti deve spingere verso un lavoro e una professione è la motivazione intrinseca, ossia l'interesse, la passione, l'attitudine personale verso di essa, confermata da esperienze precedenti, scelta di un determinato tipo di studi, ecc.!
Altro elemento motivante fondamentale è la possibilità di crescita. di apprendimento, di approfondimento e specializzazione in un ambito (il cosiddetto job enrichment) oppure di “arricchimento” del proprio profilo con un tipo di esperienza complementare (il cd. job enlargement)


Perchè ha scelto proprio quest'azienda?
Non farti trovare impreparati a questa domanda!
Nella fase di preparazione al colloquio devi raccogliere più informazioni possibili su di essa (in particolare tramite internet o tramite amici di amici che magari già ci lavorano!).
I fattori di attraction di un'organizzazione sono sostanzialmente 2:
1)la solidità dell'azienda dal punto di vista economico, finanziario, di quota di mercato ecc (le multinazionali hanno molto appeal per questo)
2)l'ambiente interno, caratterizzato da un buon clima organizzativo, dall'attenzione verso la formazione e la crescita dei telenti, dal riconoscimento del merito.

A quali attività si dedica nel tempo libero?
Di solito si ritiene questa semplice domanda molto pericolosa perchè ci si immagina chissà cosa il selezionatore (specie se psicologo) riesca a dedurre dalle nostre parole!
In realtà è una domanda piuttosto innocua, che serve a conoscere meglio il candidato e a valutare il suo grado di “attivismo” e dinamismo.
Gli hobby sono hobby, non è necessario per forza trovare elementi di attinenza con il lavoro!
Se pratichi un hobby particolare può essere interessante puntare su di esso per “colpire” il selezionatore..ma non mostrarti esageratemente infervorato, non faresti una buona impressione!
Spesso d'altro canto le nostra attività del tempo libero sono piuttosto banali in quanto comuni, ma non devi banalizzarle mentre le racconti!
Non minimizzare ma sii convinto di ciò che fai, perchè ti piace o ti rilassa!

18/12/08

Il Colloquio: Domande&Risposte - Domande SPECIFICHE


Mi descriva nel dettaglio un progetto complesso che ha gestito: come si è organizzato? Che difficoltà ha incontrato? Che risultati ha ottenuto? che feedback ha ricevuto?
La risposta che sorge immediata a questa domanda è...ma chi se lo ricorda?
Al momento del colloquio spesso non ci vengono in mente episodi specifici...quindi la soluzione sta nel prepararsi già prima!
Guardando il tuo cv e soffermandoti sull'esperienza lavorativa più recente, individua uno o due episodi significativi dove hai ottenuto dei buoni risultati, o che sei riuscito a superare nonostante la complessità e/o gli imprevisti.
Quindi puoi raccontare un compito o un progetto difficile che ti era stato assegnato (se se neolaureato, si può trattare di un project work da svolgere in gruppo, o una ricerca per una tesina all'università).
Qui il selezionatore intende sondare da una parte la ed capacità di pianificazione e organizzazione, dall'altra la gestione dello stress e più in generale l'atteggiamento emotivo (di proattività, ottimismo e costruttività invece che di frustrazione e di sfiducia).

Ha mai dovuto rispettare delle scadenze importanti? Se sì mi faccia degli esempi.
Questa domanda è analoga alla precedente, ma è ad un livello più operativo.
Probabilmente la posizione per cui stiamo facendo il colloquio prevede un forte orientamento all'obiettivo, e tolleranza allo stress dovuto alla pressione delle scadenze. Ci sono persone che davanti a scadenze strette entrano in ansia e in confusione, senza riuscire a terminare il lavoro o svolgendolo con superficialità.
Quello che invece puoi dire, facendo degli esempi, è che, dopo il comprensibile panico iniziale, ti sei organizzato in modo efficace...mettendoti sotto a lavorare, magari anche delegando delle attività o chiesto aiuto ai colleghi..cercando di mantenere un buon livello di qualità.
E se non hai degli esempi? in questo caso, come nel precedente, il consiglio è di cercare comunque un episodio veritiero e di ...adattarlo a quanto richiede la domanda!
Se proprio l'esempio non ti viene, piuttosto che arrampicarti sugli specchi, cerca, anche nella tua esperienza personale, un episodio che dimostri la tua capacità di rispettare tempi (fosse anche riuscire a prendere un aereo raggiungendo l'aeroporto in tempi record!)

Mi faccia un esempio di una decisione che ha preso e che ha portato dei vantaggi all'organizzazione per la quale lavorava?
Se il selezionatore pone una domanda del genere vuol dire che stanno cercando una persona proattiva, che sappia anche portare dei miglioramenti e delle innovazioni in azienda.
Ti Ricordi una volta in cui hai avuto un'idea che si è rivelata utile? anche se magari nessuno te la appoggiava?
Vuole anche però sondare il modo in cui prendi le decisioni!
E qual è il modo migliore? Analizzando la situazione, i pro e i contro, le persone coinvolte e le probabili conseguenze, magari anche consultandosi con il capo e con i colleghi!

Come si è trovato nel suo ingresso all’università/ in una nuova azienda? Come si è mosso? Come ha superato le iniziali difficoltà?
Questa domanda di solito viene posta a neolaureati o a chi è alle primissime esperienze lavorative. Vuole capire le capacità di adattamento ai nuovi contesti e di socializzazione.
I comportamenti più efficaci consistono sicuramente nel guardarsi intorno, osservare con attenzione l'ambiente, fare domande ai colleghi per capire “come funzionano” le cose lì, quali sono le regole implicite ed esplicite, i comportamenti accettati e quelli "esclusi".
Si cerca di capire chi è chi e chi fa cosa nel gruppo di lavoro, nella funzione e nell'organizzazione (capire chi è il capo e il capo del capo...non guasta!)
E poi si cerca di fare amicizia, di instaurare delle relazioni positive: sorridere salutare, chiacchiarare con i colleghi sono degli ottimi modi per iniziare!


Infine, un consiglio che vale non solo per questo ma anche per tutte le altre domande:
Non c'è bisogno che tu dimostri di essere superman!
Non strafare! Mostrati consapevole sia dei tuoi successi e delle tue qualità che delle difficoltà e dei tuoi limiti: questo sarà molto apprezzato!
Non esagerare né sminuire le difficoltà incontrate: chiunque le ha avute!
La cosa importante è come si affrontano! Quindi quando racconti la tua difficoltà, spiega anche come hai reagito, come l'hai superata..o comunque cosa hai imparato da essa!


15/12/08

Il Colloquio: Domande&Risposte - Domande APERTE

Seguendo la distinzione fatta nel precedente post, andremo ora ad analizzare le domande più frequenti per tipologia, dando anche dei suggerimenti su come rispondere!!!

Iniziamo dalle domande aperte:

Mi parli di lei...
La più classica delle domande aperte! Non c’è un giusto modo di rispondere a questa domanda..ci sarà chi privilegia la descrizione personale (sono una persona così...mi piace questo e quest’altro) e chi invece riassume il suo CV, in maniera più o meno formale e strutturata.
Il mio consiglio è quello di bilanciare l’aspetto professionale-formale con quello personale-informale, dando al selezionatore sia informazioni sul percorso e le scelte fatte, sia sul proprio carattere. Nel fare questo seleziona le informazioni più significative, cercando di mostrare le tue migliori qualità, con un “tocco” di originalità!
Non ti trovi ad un esame all’università nè ad una recita scolastica! Non fare la mummia! Esprimi con energia ciò che sei, facendo percepire quanto vali...

Mi sintetizza il suo curriculum/ il suo percorso formativo e lavorativo?
Individua i punti salienti del tuo curriculum: la scelta dell’università, la tesi, le prime esperienze lavorative...
Cerca quindi un filo logico che dia continuità e coerenza al tuo percorso e..
motiva le tue scelte..anche se dettate soprattutto da caso!
In realtà ogni cosa, ogni azione ha un senso...basta scoprirlo!!!

Quali sono le esperienze più importanti che hanno segnato il suo percorso?
Idem come sopra. Quello su cui ti devi focalizzare qui è l’apprendimento che hai tratto dalle esperienze significative, anche e soprattutto se si tratta di difficoltà e fallimenti.
Essi sono inevitabili per tutti, ciò che fa la differenza è come sappiamo reagire ad essi traendone occasione di riflessione e di crescita!
E’ quando si prende una “mazzata” che si impara a rialzarsi...

Cosa l’ha spinta a dedicarsi a questo ambito/settore di studio/lavoro?
Questa è una domanda aperta che potremmo anche definire motivazionale in quanto cerca di capire le inclinazioni e gli interessi del candidato per valutarne la coerenza con il lavoro proposto.
Se il settore è affine, è facile risultare coerenti..l’importante è marcare la propria motivazione fornendo prove e argomentazioni (ossia... "mi piace talmente tanto questa cosa che l’ho approfondita/praticata in questo e quest’altro modo..")
Se il settore invece è distante si può procedere in due modi: o facendo capire che ci si è resi conto solo con il tempo di quale fosse la strada più congeniale a sè....o cercando anche di mostrare i parallelismi e i punti di contatto da un ambito ed un altro (ad es. Se hai studiato lettere e ti proponi per un lavoro di venditore, potrai dire che sei sempre stato piuttosto bravo ad esporre ed argomentare le tue ragioni, a parlare in pubblico...ecc)

Come si descrive dal punto di vista caratteriale?
Come la descriverebbero i suoi amici?
Quali sono i suoi punti di forza? Quali sono i suoi punti deboli?


Queste di solito sono domande che mettono in crisi! Ti sarai chiesto: “...Ed ora cosa le dico, cosa vuole sentirsi dire?!”
La verità, tutta la verità, nient’altro che la verità!
Più si è sinceri, più si è convincenti, questa è a mio avviso la regola base di tutti i colloqui!
Ma il ritratto che faremo di noi stessi sarà sempre un dipinto, mai una fotografia!
La nostra bravura sta nel saper dosare i colori, le tinte pastello e quelle forti nel fare le giuste sfumature per smussare gli angoli...e infine passare una mano di smalto per dare luce al tutto...
Tornando agli esempi, potremo dire che siamo attivi, dinamici, ma magari un po’ troppo irruenti nelle scelte....oppure che siamo precisi e scrupolosi, ma che a volte rischiamo di dare troppa attenzione ai dettagli...
Il segreto sta dunque nel bilanciare pregi e difetti, mostrandoci consapevoli delle aree su cui prestare maggiore attenzione e per le quali ci stiamo già impegnando a migliorare!

(e..tra parentesi..perchè oltre a dirlo non iniziamo pure a farlo?!)

12/12/08

Le tipiche fasi di un colloquio di selezione

Volendo categorizzare i tipi di domande possibili in un colloquio, possiamo dire che esse fanno riferimento ai seguenti ambiti:
1) Caratteristiche personali del candidato (che tipo di personalità, di carattere ha)
2) Competenze trasversali (relazionali, pianificazione, gestione delle priorità, decisione,ecc)
3) Competenze tecniche (conoscenze specifiche di un ambito)
4) Motivazione (Interesse per l’azienda, la posizione, coerenza con le aspettative personali e
professionali)

Il colloquio solitamente inizia con domande generali, aperte che servono a sciogliere il ghiaccio e a farsi un’idea di chi si ha di fronte.
Dopo questa prima fase di apertura, il colloquio entra più nel vivo: il selezionatore fa domande più specifiche sul curriculum del candidato, sulle esperienze formative e lavorative, e chiede dettagli su quanto emerso, cercando di farsi raccontare i motivi e i risultati delle scelte effettuate e dai comportamenti passati riferiti dal candidato.
Infine il selezionatore indaga la motivazione, ossia ciò che spinge il candidato verso la posizione e/o l’azienda, per capire se c’è un reale interesse che poi garantisce quell’impegno e quella soddisfazione indispensabili per la buona riuscita di qualsiasi lavoro.
Quindi si cercano di capire gli interessi sia professionali che extraprofessionali della persona, le sue aspettative per il futuro, in modo tale da verificarne la coerenza con quanto viene offerto.

Infatti a cosa servirebbe avere tutte le conoscenze e le capacità tecniche richieste se poi di quel lavoro o delle prospettive che l’azienda offre non ce ne importasse niente?
Vale invece il contrario, per cui una persona con scarsa competenza ed esperienza specifica, può supplire a queste mancanze con la sua disponibilità all'apprendimento e all'impegno per la crescita professionale, che nascono solo se c'è un reale interesse, se non addirittura passione per quel determinato lavoro.
Se ci piace davvero qualcosa, cosa siamo disposti a fare pur di ottenerlo?!
E' proprio vero che la giusta motivazione riesce anche a smuovere le montagne!

09/12/08

La CHIAVE per affrontare un ottimo colloquio di selezione

Ti sei preparato accuratamente al colloquio, sai che è una buona opportunità e che vuoi dare il meglio di te!
Sai che non tutto dipende da te: c’è la soggettività del selezionatore, la specificità di ciò che l’azienda sta cercando in questo momento, le caratteristiche e le esperienze degli altri candidati e...l’immancabile fattore “c”
Ma sai anche che se saprai valorizzarti al meglio, le tue chances aumenteranno in maniera esponenziale!

I consigli su come presentarsi al colloquio sono ormai diffusi e conosciuti:

  • avere un abbigliamento curato, preferibilmente elegante,
  • presentarsi puntuali, preferibilmente 10 minuti prima...
  • stringere la mano in maniera decisa (senza esagerare!)
  • mostrarsi sorridenti ed a proprio agio
  • guardare negli occhi il selezionatore (per mostrare attenzione ed interesse)

mantenere una posizione quanto più possibile rilassata ed “aperta” (evitando di chiudersi incrociando braccia e gambe)
ecc ecc...

Ma qual è il fattore chiave di tutto? Il nostro stato emotivo!!!

Se abbiamo l’umore “giusto” tutto andrà come deve!

Quindi nella fase di preparazione al colloquio, scegliamo non solo il vestito da indossare ma anche lo stato emotivo che vorremmo.
Ad esempio puoi scegliere uno stato “determinato e sicuro” oppure uno “consapevole e motivato”.
Immaginalo nel dettaglio, magari attingendo ad una situazione del passato in cui ti sei sentito in quel modo ed in cui hai ottenuto risultati positivi.
Immergiti dentro questa emozione e poi ancorala, ossia associala più volte ad una musica o ad un oggetto particolare...
Infine, nel momento decisivo, prima del colloquio, riattiva l’ancora, ascolta quella musica o prendi quell’oggetto, e la tua emozione-risorsa si accenderà dandoti l’energia giusta per affrontare al meglio il colloquio!

05/12/08

Nel colloquio dobbiamo essere noi stessi o recitare una parte?

La selezione, per molti aspetti, è come la seduzione:

  • c’è attrazione/interesse verso l’altro/la posizione desiderata
  • si cerca di suscitare l’interesse nell’altro
  • si cerca di valorizzare i propri punti di forza e le qualità e al contempo di celare limiti e difetti
  • si cura la propria immagine per dare un’impressione quanto più possibile positiva
  • si “recita” un ruolo, indossando una maschera

eppure..anche se reciti, non puoi che essere sempre te stesso!
Infatti sei tu a scegliere quale maschera indossare, attingendo al tuo “guardaroba”,
prendendo quella che ritieni più adatta a quella situazione e ai tuoi obiettivi!

Sei tu stesso l’interprete del ruolo che hai scelto!
Perciò, migliora te stesso, valorizza le tue qualità, coltiva le tue potenzialità....
così la maschera assomiglierà sempre di più a quello che sei veramente!

Nella selezione così come nella seduzione, l’esito non è sotto il nostro controllo ma..
possiamo comportarci al meglio per aumentare le nostre possibilità di riuscita!!!

02/12/08

Una riflessione: il nostro PERCORSO...il nostro ORIZZONTE

Volendo sintetizzare.. le domande da farsi prima di un colloquio sono 3:
· chi sono?
· cosa voglio dalla vita, nella mia vita?
· cosa so fare adesso?


Domande facili, insomma ;) !!!

In effetti, se ci pensi bene, prepararsi ad un colloquio non vuol dire solo farsi una panoramica dell’azienda che ti ha convocato e della posizione di lavoro offerta.

Significa anche e soprattutto cogliere un’occasione preziosa per fare il punto della situazione, analizzando il percorso che hai fatto finora, focalizzandoti sulla meta, passando in rassegna i tuoi successi, le tue vittorie, i risultati ottenuti, che mettono in risalto i tuoi punti “forti”, e analizzando anche i fallimenti, le difficoltà e gli ostacoli incontrati, per capire su cosa vogliamo e (quindi) possiamo lavorare per migliorarci.

...chi sono...cosa so fare....cosa voglio dalla vita?

Ripercorrere con lo sguardo la strada percorsa, rivedere e risistemare ancora meglio il nostro bagaglio personale, che ci accompagna nel corso delle nostre diverse esperienze e che si accresce passo dopo passo...
E infine...guardare lontano, verso l’orizzonte che desideriamo, il nostro sogno per il futuro che ci aspetta...

Come prepararsi al colloquio

Anche se abbiamo già molta esperienza di colloqui e ci sentiamo sicuri di noi...
Anche se il prossimo è solo l'ultimo di una lunga serie di colloqui e abbiamo poca voglia di impegnarci...

PREPARARCI bene ad un colloquio significa COGLIERE APPIENO L'OPPORTUNITA' che ci viene offerta, considerando che potrebbe davvero quella GIUSTA!!!
Significa aumentare in maniera esponenziale le nostre probabilità di riuscita!!!

Come tutti i più grandi attori di teatro sanno, per poter IMPROVVISARE sulla SCENA bisogna ESSERSI ALLENATI e PREPARATI durante le prove!!!
La preparazione al colloquio si può sintetizzare in 3 passi:
1) Bilancio delle tue competenze
Prendi in mano il tuo CV, modificalo ed aggiornalo per renderlo quanto più possibile compatibile con la posizione richiesta.
Ripercorri le esperienze più significative del tuo percorso di formazione e di lavoro: le scelte che hai compiuto e le loro motivazioni, le attività che hai svolto, le cose che hai imparato...

2) Analisi dell’azienda e della posizione
Cerca su internet, giornali e quant'altro, informazioni sull'azienda: di cosa si occupa, qual è il suo business principale, quali sono le sue dimensioni (piccola, media, grande, multinazionale?), che storia ha, quali sono i suoi valori e la sua mission?
Cerca di capire dove si collocherebbe il tuo ruolo all'interno dell'organizzazione e quale sarebbe la sua funzione principale, per comprendere cosa si aspettano da te...

3) Me & MyJob: punti di contatto e di “attraction”
Ora fai un confronto tra te, la tua storia, le tue competenze ed i tuoi interessi, ed il lavoro offerto all'interno di quella specifica azienda. Cosa hanno in comune, cosa li rende compatibili, cosa può essere di reciproco interesse, che valore aggiunto puoi dare tu all'azienda?
Anche se questo non sarà il lavoro della tua vita..cosa è che ti attrae di più, qual è la particolarità che ti attrae e ti convince maggiormente? sarà quello l'elemento motivazionale di forza su cui puntare durante il colloquio!

01/12/08

Mi hanno chiamato per un colloquio, e adesso?!

Finalmente!!!
Hai "bucato lo schermo", sei emerso da un mare di CV, la tua candidatura è stata notata!
Ti hanno convocato per un colloquio!!!
Al momento della telefonata, superata la sorpresa, devi cercare di raccogliere più informazioni possibili non solo sulla posizione proposta, ma soprattutto su che tipo di colloquio sarà e da chi sarà condotto...
E' un colloquio individuale o di gruppo?
Incontrerai un referente del personale/Risorse Umane?
oppure il tuo futuro capo o un altro manager?
Anche in base a chi ti farà il colloquio, puoi capire se si tratta di un colloquio di tipo conoscitivo-motivazionale (in cui si cercherà di capire che persona sei, che percorso formativo professionale hai fatto e quali sono le tue aspirazioni)...
oppure un colloquio più tecnico in cui oltre alle "classiche" domande sul CV, si andranno a sondare le tue conoscenze e competenze tecniche.
Cerca di ottenere più informazioni possibili, senza però fare troppe domande per non apparire troppo pressante o invadente!
Quando ti sei fatto un'idea più chiara di ciò che dovrai affrontare...puoi iniziare a prepararti adeguatamente.. come?
leggi i prossimi post!!!